Il campo ha dato il suo verdetto, la finale della Coppa Italia 2025/26 che si giocherà allo Stadio Olimpico di Roma il prossimo 13 maggio alle 21:00, vedrà contrapporsi Inter e Lazio. In semifinale i neroazzurri hanno superato il Como ed i capitolini hanno eliminato l’Atalanta. Entrambe le gare di ritorno delle semifinali, partendo dai risultati di pareggio dell’andata, sono state due partite dal forte carico emozionale, non adatte ai deboli di cuore.

INTER-COMO 3-2 (And. 0-0)

Martedì 21 aprile, a Milano, l’Inter ha superato la sua semifinale in rimonta, di carattere, dimostrando con determinazione che vuole questo trofeo. La forte partenza del Como ha inizialmente spiazzato i neroazzurri, ma nell’ultima parte del primo tempo e la prima della ripresa, gli uomini di Fabregas hanno saputo concretizzare gli sforzi profusi andando a segno prima con Baturnia (32’) e poi con Da Cunha (48’), testimoniando in parte la pericolosità della formazione lombarda contro le grandi, ma anche la conferma di quanto di buono già espresso in questa stagione dai lacustri. Sotto di 0-2 l’Inter non ha però mollato la presa, mettendo letteralmente in campo la propria tenacia e qualità, accorciando le distanze con Calhanoglu al 69’, il quale, da vero trascinatore, ha poi portato la situazione reti in perfetta parità all’86’ con un’importantissima doppietta. Il talento turco neroazzurro ha poi concluso l’opera servendo a Sucic l’assist per il gol vittoria all’89’, un 3-2 definitivo che ha spedito la formazione di Chivu alla finalissima di Roma. Eliminato il Como che per la prima volta nella sua storia avrebbe potuto accedere alla finale della competizione nazionale, dopo averla sfiorata già nel 1986.

ATALANTA-LAZIO 1-1 (2-3 d.c.r.) (And. 2-2)

Altra gara al cardiopalma quella tra Atalanta e Lazio, con le formazioni che partivano dal 2-2 della gara di andata. A seguito di un primo tempo svoltosi a ritmi blandi senza situazioni particolarmente pericolose da una parte e l’altra del campo, è nella ripresa che la partita inizia ad accendersi, specie quando al 60’ la Dea va in vantaggio con Ederson, gol poi annullato dall’arbitro dopo aver rivisto tutto lo svolgersi dell’azione al VAR, per un fallo di Krstovic su Motta, prima del quale non viene neanche considerato punibile con il penalty il tocco di braccio fortuito di Gila. Al 73’ viene usato lo stesso metro di giudizio per un tocco, sempre di braccio, di Scalvini con Noslin lanciato a rete, per il quale Colombo non concede il rigore ai biancocelesti. All’84’ sono poi gli uomini di Sarri a passare in vantaggio con Romagnoli, peraltro con il primo gol della stagione biancoceleste sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Dura però soltanto 2 minuti la gioia per gli ospiti, gelati da Pasalic che all’86’ pareggia i conti, 1-1. Nei 6 minuti di recupero concessi dall’arbitro è Scamacca a sfiorare il vantaggio al 95’ spedendo di testa una palla verso l’incrocio dei pali, sulla quale però si allunga splendidamente Motta che devia sul palo. Nei tempi supplementari sono di nuovo gli uomini di Palladino ad andare in vantaggio, stavolta con Raspadori, ma è nuovamente il VAR ad annullare tutto per fuorigioco, lasciando invariato l’1-1 che al 120’ rimanda tutto alla lotteria dei calci di rigore. Per i padroni di casa va a segno Raspadori e per gli ospiti Tavares si fa parare il tiro da Carnesecchi, da qui in po’ è Motta show, con il portiere biancoceleste che para 4 rigori consecutivi a Scamacca, Zappacosta, Pasalic e De Ketelaere. Per la Lazio, dopo l’errore di Cataldi (palo), bastano i gol di Isaksen e Taylor che, insieme alle parate decisive del giovane portiere biancoceleste, consentono alla società capitolina di accedere in finale.

 

 

Foto in copertina da web – Articolo a cura di Roberto Viarengo – robertoviarengo.ilcalcioquotidiano.it