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Supercoppa di Spagna: una formula da proporre in Italia?

Supercoppa di Spagna

Fonte immagine: profilo Twitter Athletic Bilbao

Domenica sera si è conclusa l’edizione della Supercoppa di Spagna 2021, all’Estadio de la Cartuja di Siviglia. Grande protagonista l’Athletic Bilbao, che conquista uno storico trofeo, il terzo dopo gli ultimi guadagnati nel 2015 e 2021. Una finale vinta su un Barcellona sempre più in crisi, con l’espulsione di Lionel Messi in seguito a un pugno sempre più emblematica. È la vittoria dell’eterno ex Colchonero Raul Garcia, dell’ex Torino Berenguer e del talentuoso Iñaki Williams. Ma anche del neo tecnico Marcelino, solamente alla terza in panchina con i Leoni. “Credo molto nel destino, vincere questo titolo ha un grande significato“. Queste le parole del tecnico, che ha menzionato un’autentica leggenda come Aduriz. Grande festa anche sui social per i baschi, che fanno della vittoria anche una vera rivalsa sociale.

Supercoppa di Spagna, format anche in Italia?

Lanciamo una provocazione: e se la formula della Supercoppa di Spagna si attuasse anche nel nostro Paese? Per il secondo anno, nel calcio iberico hanno accesso alla competizione quattro squadre: vincitrici di Liga e Copa del Rey, con seconde classificate di ogni torneo. Le vincenti delle semifinali approdano in finale, tutte a gara secca. Una formulazione sicuramente interessante, che consente ad un maggior numero di squadre di lottare per un trofeo. E che permette a squadre meno blasonate, aldilà delle big di competere (vedi Real Sociedad e lo stesso Athletic).

In Italia, inutile negarlo, come in altri paesi europei, pochi sono i team che hanno la chance di giocare la competizione. Potrebbe essere un’idea per aumentare i ricavi, poter dare più imprevedibilità e concedere più possibilità di emergere. E nel caso in cui una squadra abbia vinto Scudetto e Coppa Italia? In quel caso, perché non allargare la competizione alla compagine piazzata subito dietro (terza in campionato o semifinaliste di coppa)? Sicuramente, per una questione di burocrazia e tradizionalismo, nel Belpaese difficilmente questo progetto crediamo prenderà forma. Un tradizionalismo, però, che prevede giocare la finale della competizione chissà dove per fini commerciali (quest’anno è un’eccezione per i noti motivi). Comprendiamo che in questa annata, tra rinvii e recuperi di ogni sorta, aver pensato a questo cambiamento avrebbe portato a un vero labirinto. Noi, intanto, gettiamo là l’idea. Anche perché il calcio è bello quando porta opinione.

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