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La rovente estate della maglia

La nuova, discussa, maglia dell'Inter

Solo per la maglia”. Quante volte abbiamo sentito pronunciare questa frase dai tifosi di calcio? Accade spesso, infatti, che un tecnico, un presidente o un calciatore simbolo, possano deludere i propri sostenitori. Una delusione che spesso viene allontanata proprio citando la suddetta frase. La maglia diviene all’improvviso l’unico valore a cui appellarsi, simbolo esclusivo della propria passione.

“I calciatori vanno, la maglia resta”. Vero, ma solo nell’immaginario simbolico. Già, perché negli ultimi anni anche le divise sembrano essersi adeguate al cambiamento del calcio, riflettendo il business che circonda questo sport.

L’apice sembrava essere stato toccato quando alcuni rumors sostenevano addirittura il cambio dei colori sociali per una squadra di tradizione come la Lazio. La tanto discussa maglia verde era invece solo una mossa di marketing da parte di Macron e del club capitolino, che hanno voluto promuovere una linea ‘green’, solo nel senso di ecosostenibile.

LA NUOVA MAGLIA DELL’INTER

Sempre in chiave ambientalista, la nuova maglietta dell’Inter. Ma non è stato il suo aspetto ecologico a far discutere (la fibra è composta al 95% da plastica riciclata), piuttosto il suo lato estetico non apprezzato dai tifosi. Addio alle righe verticali: la t-shirt dei campioni d’Italia riporta una mescolatura dei colori nero e azzurro, con una trama a pelle di serpente in ricordo del biscione. Un tentativo che voleva scaturire entusiasmo ma che per il momento ha destato solo tante polemiche. Non da meno anche la seconda divisa: fondo bianco e serpenti che strisciano in verticale: sempre un omaggio al biscione, anche se i più maligni fanno riferimento ai simboli della tradizione cinese.

IL CELTA VIGO IN GIRO PER L’EUROPA

Spirito diverso, invece, per i tifosi del Celta Vigo. La compagine spagnola sta facendo parlare di sé in questi giorni per la campagna di marketing virale in giro per l’Europa. Su dei pullman, sfoggia in grande l’immagine della nuova divisa: prima a Manchester, chiamando in causa la formazione del City, poi a Napoli con il richiamo alla maglia azzurra dei partenopei e infine a Roma, dove tramite i propri canali social, il Celta Vigo ha voluto dichiarare la sfida alla Lazio per decretare la maglia più bella. Pronta la risposta dei capitolini: “La Prima Squadra della Capitale vi dà il benvenuto e sotto il cielo di Roma questi colori ci piacciono ancora di più! Anche la vostra è green?”.

VA BENE IL GREEN… MA NON TROPPO

A livello calcistico, il verde è probabilmente il colore più discusso di questa estate. Notizia di questi giorni è infatti la decisione della Lega serie A di vietare, dalla stagione 2022/23, l’utilizzo del colore verde per i giocatori di movimento. Motivo? Le inquadrature tv potrebbero risentirne, mimetizzando i calciatori con il campo. Una questione che farà sicuramente discutere da qui alla sua applicazione: come si comporteranno squadre come Avellino o Sassuolo che fanno del verde uno dei colori predominanti della propria tradizione?

L’AZZURRO INTROVABILE

L’Europeo appena vinto dai ragazzi di Mancini ha scatenato tutto il patriottismo degli italiani. Tanto da far terminare le scorte di maglie Azzurre negli stabilimenti della Puma. Una domanda talmente alta che il brand tedesco si è dovuto subito mettere al lavoro per produrre nuove magliette. Per chi ordina oggi, la data di consegna è prevista a novembre. Mica male come regalo di Natale…

IL WEST HAM NEL SEGNO DI UN ITALIANO

Se l’Italia calcistica sorride, un po’ meno può farlo l’Inghilterra. E pensare che la nuova divisa del West Ham è stata dedicata proprio a un italiano. I tifosi, infatti, hanno scelto come gol più bello della loro storia quello di Paolo Di Canio contro il Wimbledon. Da lì lo spunto di riproporre quella maglia tanto cara agli Hammers che hanno trovato in Di Canio uno dei più grandi idoli passati per Londra.

L’AJAX RISCOPRE LA TRADIZIONE

Spostandoci in Olanda, ha fatto parlare di sé la nuova maglia dell’Ajax. Il club di Amsterdam è andato alla ricerca della tradizione: il logo sul front sarà quello antecedente al 1990, la fascia rossa verticale diventerà più stretta, simile alle divise anni ’70, e addirittura nelle gare di Eredivisie e Coppa d’Olanda non saranno riportati i nomi dei calciatori. Una scelta vintage che sembra essere stata apprezzata dai sostenitori olandesi. Chissà che il prossimo passo non sia quella di ristabilire una numerazione più consona al calcio piuttosto che all’NBA.

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