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“Era ora che qualcuno lo dicesse!”, “Ma che cosa si sono messi in testa questi?”, e poi chissà quante altre esclamazioni sono scaturite dai due comunicati che, nell’ultima decade di questo 2021, hanno scosso il mondo del calcio, o almeno si immagina che il tentativo fosse quello da parte della società toscana.

Commisso, seppur di origine italiana, ha indubbiamente in lui lo spirito imprenditoriale rivolto allo sport, targato a stelle e strisce ed il suo intento è senza dubbio quello di voler far maturare alcuni aspetti del mondo del calcio troppo radicati alle usanze del vecchio continente, sempre più alla deriva sotto alcuni punti di vista, o, peggio ancora, in balia degli eventi.

Parliamoci chiaro, il mondo del calcio non se la passa bene, specie nel Bel Paese. E’ vero, siamo campioni d’Europa, abbiamo una storia centenaria legata al terreno verde più discusso della penisola ed almeno un paio di club tra i più popolari al mondo, ma il vento sta cambiando. Quello che per molti è lo sport più bello del pianeta inizia già da un po’ ad essere condizionato dagli eventi di un mercato che richiede standard sempre più alti in termini di prestazioni economiche, con il rischio di poter, prima o poi, definitivamente sopprimere quel famoso “giocattolo” attorno al quale ruotano le emozioni di milioni di persone e, seppur con le dovute proporzioni, quanto sta accadendo in Italia è soltanto la proiezione futura di quel che accadrà in tutta Europa se qualcosa non cambierà.

Lo scorso 21 dicembre, la società toscana ha lanciato il primo sasso, ma assolutamente senza nasconder poi la mano, facendosi, si spera, da rompighiaccio per questioni ancora poco chiare ai più, specie in ottica di un mercato di riparazione che partirà a brevissimo:

“ACF Fiorentina ha avuto modo già in diverse occasioni di segnalare pubblicamente e nelle sedi competenti l’attuale delicata situazione economica e finanziaria del calcio italiano e il necessario rispetto delle regole, chiare ed uguali per tutti.

Ci auguriamo che le ultime inchieste giornalistiche e delle Autorità preposte, possano contribuire ad analizzare al meglio lo stato di salute delle Società, per intervenire in tempi rapidi ed efficaci nel rispetto sia di chi segue le regole ma soprattutto dei tifosi, che devono avere la garanzia di assistere a una competizione paritetica che non lascia dubbi o cattive interpretazioni.

In virtù del massimo rispetto che la Società nutre verso il lavoro svolto e l’autonomia di tutti gli Organi preposti a fare i dovuti controlli, ACF Fiorentina auspica che vi sia maggiore condivisione sull’individuare norme precise e vincolanti che, come tali, non possano poi derogarsi nel corso della stagione sportiva. È infatti anche su questa certezza delle regole che si determina e garantisce l’equilibrio competitivo.

Desideriamo ricordare che l’attuale Proprietà del Presidente Rocco Commisso ha investito importanti risorse nel sistema calcio italiano, sia per l’acquisizione del Club, sia per la costruzione di un’infrastruttura avveniristica come il futuro Viola Park, sia per ripianare le considerevoli perdite operative di cassa sostenute da ACF nei precedenti 2 anni e mezzo, tutti investimenti fatti senza esporsi in maniera debitoria verso nessun Istituto.

Infatti sono 314 in 30 mesi, nonostante il drammatico perdurare del Covid che ha devastato non solo il calcio ma tutto il mondo, i milioni di euro investiti direttamente da Rocco Commisso, inclusa la sponsorizzazione di Mediacom.

Un investimento privato che si può certamente inquadrare come uno tra quelli più importanti fatti nel calcio italiano fino ad oggi.

Siamo ormai alle porte della sessione invernale del calcio mercato e sarebbe, dunque, auspicabile che sia manifesto e chiaro a tutti l’Indice di Liquidità delle Società onde accertare, quali e come i Club possano operare durante la prossima campagna trasferimenti secondo quanto previsto dalle norme applicabili.

A tale proposito ACF Fiorentina rende noti i propri indici di liquidità degli ultimi 2 anni:

Marzo 2020 Fiorentina 0,80 (0,70 valore minimo richiesto)

Settembre 2020 Fiorentina 0,80 (0,80 valore minimo richiesto)

Marzo 2021 Fiorentina 0,89 (originale 0,80 valore mimino richiesto; cambiato dalla FIGC a 0,60  Giugno 9, 2021)

Settembre 2021 Fiorentina 1,37 (0,60 valore minimo richiesto).

Allo stesso tempo sarebbe ugualmente importante conoscere informazioni inerenti la regolarità dei pagamenti degli stipendi dei giocatori e degli altri collaboratori aziendali, nonché circa gli adempimenti di natura fiscale e contributiva, situazioni dove la Fiorentina è sempre stata in regola.

Auspichiamo vi sia la massima e tempestiva collaborazione da parte di tutte le altre Società e delle Istituzioni preposte nel rendere note queste informazioni per un calcio sempre più trasparente e rispettoso delle regole.”

Massima trasparenza quindi da parte della società viola ed una richiesta esplicita di definizione del pacchetto regole in materia economica, con una ancor più accorata richiesta di rispetto delle stesse. Chi sarà a questo punto a raccogliere l’invito del Rocco italoamericano? L’importante è capire probabilmente una volta per tutte in che modo si può intervenire, perché purtroppo il tempo di chiedersi se farlo o meno, pare sia scaduto e senza intervenire in maniera opportuna il futuro non appare certo roseo.

Quello della società toscana però non voleva essere un intervento fine a sé stesso. Neanche una settimana più tardi infatti, il 27 dicembre, con un ulteriore comunicato, le preoccupazioni del numero uno della Viola, sono passate dal cacio italiano a quello europeo, nel tentativo di sensibilizzare l’opinione pubblica riguardo argomenti comuni legati al mondo del calcio, sui quali però non si interviene mai oltre che nelle più elitarie, ma pur sempre alla fine tali, chiacchiere da bar.

Ciò che Commisso propone è una vera e propria rivoluzione e lo fa travestito da una Greta Thunberg del calcio, offrendo 10 spunti di riflessione che, per quanto possa far sorridere il paragone con la paladina dell’ambiente, potrebbero davvero salvare il pianeta pallone, falcidiato sempre più dalla mano, ed ancor prima dalla mente, di un uomo che forse non sta capendo, o magari non vuole farlo, il reale danno che continua ad apportare.

ACF Fiorentina ritiene che si siano ormai da tempo passati i limiti relativi al necessario e fondamentale equilibrio che il sistema calcio deve riuscire a mantenere tra tutti gli attori che lavorano, direttamente o indirettamente, nel mondo del pallone.

In particolare, secondo i rapporti FIFA con riferimento ai trasferimenti dei calciatori, nell’ultimo decennio nelle mani di procuratori e agenti che rappresentano giocatori e allenatori, c’è stata una movimentazione di 3,1 miliardi di euro!

Nel solo 2019, come ha ricordato il Presidente della FIFA Gianni Infantino, su 7 miliardi spesi per il mercato, 700 milioni sono andati in provvigioni per gli agenti!

A differenza delle Leghe Sportive professionistiche “chiuse” degli Stati Uniti, nelle quali le attività dei procuratori sono di gran lunga minori e regolamentate dai Commissioner delle Leghe Sportive (MLS, NFL, MLB, NBA e NHL) con operazioni che in generale non prevedono movimento di liquidità, in quasi tutto il resto del mondo i procuratori sono diventati i centri di potere del calcio, senza regolamentazione e trasparenza.

FIFA, UEFA e FIGC (in Italia) hanno il compito di proporre una regolamentazione delle attività dei procuratori e, a tal proposito, ACF Fiorentina chiede rispettosamente alle Istituzioni del calcio di valutare le seguenti 10 considerazioni e proposte con l’obiettivo di stabilire al più presto, ma comunque entro maggio 2022, uno scenario più equilibrato, rivolgendosi anche, laddove necessario, alle Istituzioni Statali competenti per le opportune modifiche e integrazioni delle norme nazionali e internazionali.

Proposte che in particolare dovrebbero essere valutate e messe in atto in Europa, dove il calcio è ormai all’ultima chiamata per ritornare uno sport sano e competitivo o rischiare il definitivo crollo nel fallimento generale:

  1. Un limite alla percentuale sul trasferimento, dove le commissioni ai procuratori non dovranno superare il 5% del valore di trasferimento del giocatore;
  2. Un’unica commissione, il procuratore potrà avere il mandato da una sola delle parti, così come sarà pagata la commissione soltanto da una delle parti, preferibilmente dal Club acquirente;
  3. Procure singole, in ogni trasferimento, il procuratore potrà rappresentare solamente il calciatore;
  4. Un nuovo sistema di solidarietà per parametri zero, per tutelare le Società che, pur avendo investito nella formazione continua dei calciatori, vedono comunque andare via alcuni di essi a fine contratto e dunque senza che ci sia un corrispettivo di trasferimento pagato all’ultimo Club (parametro zero).In particolare questo meccanismo dovrebbe remunerare l’ultima Società con cui il giocatore aveva in essere il contratto portato a scadenza, utilizzando come base di calcolo: a) il valore del giocatore riconosciuto dal mercato b) il salario che il calciatore prenderà dalla nuova Società c) le eventuali commissioni pagate al procuratore con riferimento a tale accordo;
  5. Solo le Società autorizzate a trattare, nel periodo di durata del contratto del calciatore, solamente il Club venditore potrà negoziare il prezzo del trasferimento con il Club acquirente, a meno che il Club venditore conceda per iscritto l’autorizzazione al procuratore del calciatore a partecipare alle trattative;
  6. Durata dei contratti più lunga, la FIGC dovrebbe trovare una soluzione con la possibilità di prolungare i contratti dei calciatori almeno fino a 6 anni (5+1), come già avviene in Premier League (sebbene si ritenga opportuno considerare la possibilità che i contratti nell’ordine di milioni di euro possano durare fino a 10 anni);
  7. Un limite alle commissioni, dove le commissioni ai procuratori sui contratti dei calciatori non dovrebbero superare il 3% della retribuzione lorda del calciatore;
  8. Altre fonti di guadagno per i procuratori, che potranno incassare ulteriori commissioni da altri accordi da stipulare con i calciatori (come i diritti di proprietà intellettuale, i diritti mediatici o gli accordi di sponsorizzazione) purché questi non contravvengano agli impegni contrattuali tra il calciatore e il Club;
  9. Camera di compensazione, per avere sotto controllo e tracciati i pagamenti effettuati a favore degli agenti;
  10. Totale trasparenza, tutte le commissioni versate ai procuratori dovranno essere riferite su base annuale dai Club a FIFA, UEFA, FIGC (in Italia) e al Fisco nazionale.”

Spunti senza dubbio interessanti, “10 proposte per un calcio sostenibile” così definito, che vanno a toccare realtà ormai sempre più radicate all’interno di un mondo che se vuole, ora, ha l’opportunità di ribellarsi ad esse. In quante occasioni sentiamo dire frasi del tipo “Il calcio ormai è in mano ai procuratori”, “Le società non contano più nulla” o “Questo non è lo sport di cui ci siamo innamorati”, per finire magari con “Perché squadre famose continuano imperterrite a disputare campionati e partecipare a sessioni di mercato, nonostante le centinaia di milioni di euro di debiti, quando magari realtà più piccole e meno sponsorizzate vengono punite per molto molto meno?”, beh, adesso forse è arrivato il momento di dire basta e qualcuno, come si evince dai comunicati della società viola, vorrebbe provarci dopo essersi esposto in prima persona davanti a tutti.

La speranza però è che queste proposte vengano prese in considerazione da chi di dovere e che non diventino espressione di una singola voce nel deserto, nonostante è evidente che l’argomentazione trattata non possa esser risolta con semplicistiche soluzioni. E’ quanto mai fondamentale, intanto, che ci sia la voglia di qualcuno di farsi avanti, di recepire il messaggio non lasciando da solo nel nulla il presidente della Fiorentina, accogliendo invece il suo assist per dare il via ad un’azione/rivoluzione che, se adeguatamente supportata, potrebbe davvero migliorarlo il mondo del calcio, se non addirittura salvarlo. Impossibile? Vedremo. Commisso ci crede.