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Aurora Leone e la vicenda della Partita del Cuore

Aurora Leone

Fonte: profilo ufficiale Instagram Aurora Leone

La denuncia di Aurora Leone.

È la vigilia della Partita del Cuore, che si terrà nella serata del 25 maggio, quando trapela una notizia che riporta una vicenda inaccettabile. Secondo quanto riportato da Aurora Leone e Ciro Priello dei “The Jackal”, un organizzatore dell’evento, avvicinandosi al tavolo dove erano seduti, ha affermato che la Leone non poteva sedere lì, e non perché facessero parte della squadra avversaria, ma perché: «Sei una donna, non puoi stare seduta qui, queste sono le nostre regole». L’attrice allora ha risposto dicendo di essere stata regolarmente convocata, così come Ciro, ma ciò non è bastato: «Non mi far spiegare il motivo per cui non puoi stare qui, alzati». La discussione, però, è andata avanti, peggiorando, con un altro membro dello staff, il quale ha affermato: «Va beh ma tu mica giochi, sei qua come accompagnatrice. Da quando in qua le donne giocano».

Le scuse e la solidarietà.

Le scuse sono arrivate in primis da parte di alcuni dei presenti tra cui Stefano Fisico (social media manager della Nazionale Cantanti). Andrea Mariano dei Negramaro, che sul suo profilo Instagram ha dichiarato: «Spero vivamente che chi ha commesso questo grave errore sia pronto a prendersene la responsabilità e a fare le doverose scuse». Eros Ramazzotti, che sempre tramite la sua pagina Instagram, ha affermato: «Per un comportamento incauto di due persone dello staff non possiamo passare per quello che non siamo». Enrico Ruggeri al Tg4, in quanto Presidente e Capitano della Nazionale Italiana Cantanti, ha comunicato: «Abbiamo avviato un’inchiesta interna e allontanato due persone. Adesso il problema è la ricerca». Mostrando poi la maglia di Aurora, ha concluso: «Ditele che noi la stiamo aspettando in campo per cercare di porre rimedio all’incidente».

La presenza delle donne nello sport.

Era il non lontano 2019 quando, dopo 20 anni, l’Italia Femminile approdava di nuovo e con grandissima gioia ai Mondiali di Calcio Femminile. La felicità per quei momenti e per l’impresa che quelle ragazze avevano compiuto era incontenibile. Un’impresa che non doveva e non deve tutt’oggi cadere nel vuoto perché lo sport, sì anche il calcio, è di e per tutti e tutte. Le donne amano, seguono, praticano, vivono il calcio. «Le donne vogliono giocare in ogni ambito da protagoniste. Mettetevi l’anima in pace. Non molliamo», Laura Boldrini. «“Da quando in qua le donne giocano”. Ancora. Ancora ci ritroviamo a sentire frasi inaccettabili», AS Roma Femminile. «Basta! Lo diciamo a voce alta e senza giri di parole», Napoli Ladies. «Il tuo posto è in campo. Misoginia e maschilismo vanno in tribuna. Parola di Leonesse!», Venezia FC Femminile. C’è dunque bisogno di quella cultura sportiva di cui ha parlato Valentina Vezzali: «“Da quando in qua le donne giocano a calcio” evidenzia la necessità di tanta cultura sportiva. Si punta al cuore, ma qui bisogna ricominciare dal cervello».

 

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